RISPETTO, GRATITUDINE, CONTINUITA'

Il cinema è arte quando traduce e narra, intuisce e sa comunicare simbolicamente la rappresentazione della realtà profonda della vita.

 

Alcuni film lo realizzano soprattutto attraverso le immagini, altri nella narrazione, altri ancora attraverso forti stimoli o anche solo mediante un piccolo dialogo all’interno di una narrazione.

 

 

 Il lungometraggio a cui faccio riferimento è per molti versi rappresentativo della visione sistemica della realtà, dove constatiamo come i ricordi del passato incidano sulla percezione della realtà attuale, dove individuiamo l’inaffidabilità del narratore (soggettivo nel proprio ricordare e raccontare), dove è presente l’approccio multi generazionale nella ricostruzione causale dei comportamenti dei protagonisti.

 

Ecco, oltre a quanto sommariamente descritto, in questo film ho incontrato un piccolo dialogo, che mi ha messo in contatto con un concetto chiave del mio lavoro con le costellazioni familiari, dove spesso si incontra questa frase: “Padre, Madre, vivo anche a nome e in onore vostro. Vi sono grato per la vita e cercherò di fare del mio meglio per realizzare pienamente il vostro dono”.

Amare, essere il più possibile noi stessi, passa attraverso il senso che diamo alla nostra vita. Il vero amore non è vivere per chi/al posto di chi è venuto prima (sacrificio), ma vivere a nome e in onore di chi è venuto prima, vivere in continuità, pur con le nostre peculiarità, desideri e talenti.

Riporto il dialogo che si svolge tra una madre che sta lasciando la vita e il figlio che sta per intraprendere il proprio viaggio lontano dalla famiglia:

 

“Hai avuto alti e bassi nella vita e ne avrai ancora di più.

Questa è la vita e questo è ciò che fa.

La vita ti mette in ginocchio, a volte ti porta più in basso di quanto tu possa immaginare, ma se riesci a rialzarti e poi riesci ad andare avanti, anche solo un po’ più avanti… tu troverai sempre l’amore.

Io ho trovato l’amore anche in te, figlio mio, e la mia vita, la mia storia continuerà anche quando me ne sarò andata,

perché TU SEI LA MIA STORIA, sei la storia di tuo padre, sei la storia dei tuoi nonni…

Il mio corpo mi abbandona, ma tu sei me.

Quindi adesso vai… dammi una bellissima vita, la più bella vita di sempre.

 

E se la vita poi ci metterà in ginocchio tu ci rialzerai entrambi, ci rialzeremo e andremo un po’ più avanti e così troveremo l’amore.”

 

 

“LA VITA IN UN ATTIMO” di Dan Fogelman

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